Aumento del ticket sanitario, in tre anni: una stangata per noi italiani

Il governo decide sull’aumento del ticket

Negli ultimi 3 anni il costo delle prestazioni sanitarie del servizio nazionale sono aumentate del 25% comportando una spesa di 3 miliardi di euro. L’acquisto dei farmaci e il pagamento del ticket per esami diagnostici, ricorso al Pronto Soccorso ed esami specialistici hanno fatto lievitare la spesa.

I cittadini che sostengono la spesa maggiore sono quelli lombardi con 490 milioni di euro, a cui seguono quelli del Veneto con 319 milioni, quelli del Lazio con 281 milioni e quelli della Campania con 238 milioni. I dati sono scaturiti dall’analisi condotta dall’Ansa e basati su quelli comunicati dalla Corte dei Conti.

Spese sanitarie per le regioni

La spesa riguardante le spese sanitarie ha sempre rappresentato una voce importante nella spesa delle famiglie italiane e nel 2012 ha superato i 2,9 miliardi di euro che sono aumentati di 800 milioni di euro rispetto al 2010. In base a questi calcoli i ticket corrispondono al 3% del finanziamento riservato al Fondo sanitario nazionale secondo quando riporta l’agenzia Ansa.

Sempre secondo quest’ultima l’aumento del 25% è dovuto soprattutto alla facoltà delle regioni di decidere sugli incassi e sulle spese della sanità pubblica.

I pazienti poi, in base a questi aumenti, preferiscono rivolgersi agli studi privati che garantiscono tempi brevi evitando le lunghissime liste di attesa della sanità pubblica, e pagano quasi la stessa cifra. Un dato questo che fa presagire che il settore sia arrivato a un “binario morto”.

La proposta del governo

Il programma del governo è orientato a cambiare lo stato di cose riguardo alla gestione delle Regioni, ritoccando e sistemando il meccanismo dei ticket e trovare un punto di incontro nel dibattito sul “Patto per la salute”.

La risistemazione del pagamento dei ticket è invocata anche dalla stessa Corte dei Conti, come ha riportato sul recente rapporto di finanza pubblica.

Visto lo stato di cose si è spinta anche a suggerire possibili soluzioni in base a quanto sta progettando il Governo.

E’ probabile che l’unico modo perché la spesa sanitaria scenda è un’azione congiunta di Governo e Regioni. Lo stesso Governo sta pensando di incrementare il numero di prestazioni soggette al ticket per raggiungere un’omogenizzazione del sistema di pagamento.

Anche la Corte dei Conti suggerisce di alzare del 30% il numero delle prestazioni soggette al pagamento del ticket, ma senza entrare nel merito di decisioni che riguardano solo le istituzioni.

E’ necessario introdurre maggiore equità e per farlo si pensa di basare l’importo del ticket sui diversi livelli di contribuzione.

Altri parametri che potrebbero essere utilizzati per definire il pagamento del ticket stesso sono nuovi costi in base a prestazioni che potrebbero essere inappropriate o in base al territorio e al tipo di farmaci.

Le compartecipazioni potrebbero essere definite sulla tariffa della prestazione o del farmaco inserendo un limite massimo all’importo o in base alla situazione reddituale.

Il super ticket da 10 euro per le prestazioni specialistiche dovrebbe essere abolito e anche la prescrizione di visite diverse potrebbe essere permessa anche su un’unica ricetta. Anche in questo caso si dovrebbe ridefinire il tetto massimo in base ad alcuni paramenti: età del paziente, reddito, importo della prestazione.

Per i pazienti esenti dal pagamento del ticket in base alla gravità della patologia, verrebbero introdotti dei massimali e si deciderebbe secondo la situazione economica.

 

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