Come combattere la depressione affettivo stagionale (SAD)

psichiatria parmaStanchezza persistente, umore malinconico, voglia di dormire tutto il giorno, sono sensazioni molto comuni in questo preciso periodo dell’anno: per alcuni, però, con una percentuale che varia dal 15 al 20 per cento della popolazione, questi sintomi possono diventare un vero problema.

I medici lo indicano come “disturbo affettivo stagionale” (SAD), meglio conosciuto come “depressione invernale”: colpisce in netta prevalenza le donne con un’età compresa tra i 20 e i 40 anni e all’origine del problema, sembra esserci un’insufficiente esposizione alla luce.

Sarebbero, pertanto, le poche ore di sole a fare letteralmente “sballare” il nostro orologio biologico, influendo così sul rilascio di melatonina, l’ormone incaricato di regolare il ritmo sonno-veglia, e di serotonina, che regola l’umore.

La luce svolge questa precisa funzione grazie all’interazione con alcune cellule presenti nella retina, ricche di un pigmento molto sensibile all’intensità della luce, ossia la melanopsina.

E’ così, pertanto, che la diminuzione delle ore di luce solare e il minore irraggiamento portano ad uno scombussolamento dei ritmi biologici, che, nelle persone più sensibili, si traducono in manifestazione depressive più o meno marcate.

Come fare per rimediare?

Esistono rimedi davvero efficaci: per la terapia del SAD è necessario munirsi di apposite lampade molto forti, che emettono una luce con lo stesso spettro di quella solare diurna e dotate di appositi filtri per schermare i raggi ultravioletti e infrarossi al fine di non rischiare di danneggiare la pelle.

La terapia prevede un’esposizione a questa luce forte per un tempo compreso, a seconda della potenza della lampada e dalla distanza a cui si colloca, tra la mezz’ora e le due ore al giorno: il trattamento, inoltre, dovrebbe durare almeno una settimana, ma per molti specialisti è bene prolungarlo per tutto il periodo invernale.

Ci teniamo a ribadire una cosa: la fototerapia va comunque condotta sotto il controllo medico, dato che è in generale sconsigliata a chi soffre di patologie delle retina, del nervo ottico, di cataratta o glaucoma.

Presso il Centro Medico Spallanzani, potete avere a vostra disposizione un’equipe di medici specializzati in psicologia e psichiatria, che potranno aiutarvi a curare il disturbo.

 

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